Curarsi nel giardino d’estate

pubblicato su MR Characters – estate 2000

A dar retta alle statistiche, siamo un popolo infelice e depresso: in Europa solo i turchi e gli abitanti dei paesi dell’Est lo sono più di noi. Con minuzia persino un po’ sadica, certi esperti hanno di recente indagato sullo stato dell’umore collettivo in questa nazione che, rispetto a 50 anni fa, dedica al piacere della risata solo 5 minuti al giorno (contro i 15 di allora), adducendo a motivo di cronici malumori l’aumento della disoccupazione, l’incertezza economica, l’instabilità politica, la criminalità e, buona ultima, la crisi dei rapporti affettivi. Ed ecco che il giardino allestito in questo primo anno del nuovo millennio si propone come rifugio per privatissime cure contro i mali del nostro tempo, come luogo segreto dal quale rituffarsi nella civiltà completamente rinnovati. Vogliamo far tornare il sorriso sulle labbra a tutta la famiglia e indurre quel benessere psicofisico che è anticamera di salutari risate? Nell’organizzare lo spazio di vita all’aperto in vista dell’estate, allora, si tenga conto di quanto propongono le cosiddette medicine alternative, a cominciare dalla cromoterapia. Largo ai fiori della bella stagione, piantati in macchie estese e compatte, scelti nel colore che può stimolare positivamente l’attività corticale del cervello, la secrezione ormonale e il metabolismo nervoso nel modo più consono per ognuno. Saranno rossi e rosa carico (Salvia splendens, Lobelia fulgens, petunie, gerani, fucsie) attorno alla panchina che è luogo preferito di sosta di chi si sente escluso e fragile, perchè il rosso, dicono i designer del colore, è stimolante, dà tono e attira l’attenzione. Meglio i fiori gialli per i timidi e i silenziosi: le aiuole vestite di calendule, tagete, Inula, Helenium, Coreopsis, girasoli ornamentali sembrano fatte apposta per aiutare ad uscire dal proprio guscio e invogliare alla comunicazione calda e solare. Per gli ipertesi, per gli stressati ad oltranza, per chi ha bisogno di ritrovare il filo smarrito della propria vita interiore sono un toccasana onde di fiori solo blu: lobelie, Salvia pratensis, campanule, lavanda “Hidcote Blue”; gli addetti ai lavori assicurano che questo colore, in tutte le sue nuaces dall’azzurro al porpora sino al blu notte, abbassa la pressione sanguigna, invoglia alla meditazione e al rilassamento profondo. Il bianco (piante di vetro, petunie, margherite, ma anche il fogliame argenteo di Cineraria maritima, Helichrysum, Achillea e Artemisia) è invece la soluzione per combattere l’eccesso di energia ed è consigliato a chi, costretto dalle necessità quotidiane all’efficienza estrema e senza sosta, deve trovare spazi e momenti di decantazione per sopravvivere. Infine, a beneficio di tutti, si badi che il giardino sia una sinfonia di mille tonalità di verde, il colore più riposante. Così il prato, ben rasato e concimato a regola perchè non perda mai brillantezza, assume una duplice funzione: di giusto scenario per il relax e di tappeto vellutato e vivo sul quale impegnarsi in qualche esercizio di stretching, la ginnastica che favorisce l’allungamento delle fibre muscolari e in conseguenza aiuta a liberare corpo e mente da dolorose compressioni. Per ritrovare la forma in una stagione bastano cinque minuti di esercizi al giorno con il supporto di un manuale, possibilmente prima di cena e prima che l’impianto di irrigazione del prato entri in funzione (anche l’erba, come le persone, ha le sue esigenze: va annaffiata dopo il tramonto). Gli effetti benefici saranno ancora maggiori se nelle bordure che circondano l’angolo prescelto crescono ciuffi di erbe aromatiche. Lavanda e salvia, rosmarino e timo, melissa ed erba limoncina liberano le loro essenze nell’aria calda dell’estate e quei profumati effluvi naturali, assicura l’aromaterapia, hanno poteri quasi miracolosi per risolvere molti mali legati più o meno direttamente allo stress. Meglio evitare la menta e il basilico se si è davvero nervosi: quel tocco piccante, talvolta fortissimo, che è loro caratteristico, rischia di avere funzione stimolante anzichè rilassante. Piuttosto, in buona associazione con le aromatiche si possono mettere a dimora gelsomini, dature e rose (le più profumate sono quelle antiche che, purtroppo, restano in fiore solo sino ad inizio luglio) ma anche semplici petunie e nicotiane, fiori estivi da aiuola che proprio al calar della sera esprimono un soave, dolce, avvolgente profumo che accarezza e consola.
Imparata l’arte di adeguare il disegno e le piante del giardino al proprio benessere, si finirà col riaccendere i sensi e scoprire il lato più edonista di sé. Appagati con i colori la vista (e non solo) e l’olfatto con i profumi, nascerà il desiderio di accontentare anche il tatto piantando a portata di mano certe piante dalla tessitura soffice come cashemere, sottile come seta, vaporosa come tulle. Qualcuno ha ribattezzato Pelargonium tomentosum “geranio antistress”, perchè le sue foglie sono completamente rivestite di morbida peluria e per di più, accarezzate, sprigionano un delicato aroma mentolato? Non è forse vero che il nome comune della gipsofila è “velo da sposa”? Se ne faccia subito un vaso da sistemare accanto alla poltrona da giardino, così alla fine di una giornata affannata, ad occhi chiusi in cerca di pace, una mano potrà accarezzare tanta meraviglia e trasmettere alla mente un piacere impagabile. I più attenti alle novità del caso faranno questa cura allungati su una di quelle sedie sdraie francesi dotate di poggiapiedi e di piano di seduta ribaltabile, in modo che piedi e spalle siano alla stessa altezza; nasconderanno nel verde una candela come unica illuminazione serale (per scacciare le zanzare, sarà alla citronella); non mancheranno di accendere uno di quei nuovissimi incensi da giardino che aggiungono un tocco esotico al profumo dei fiori.
C’è da scommettere che non ci vorrà molto a scoprire anche le virtù terapeutiche delle armonie sonore e si farà di tutto per dare all’udito  la sua parte. Nel film da ricordare dell’estate 2000 a far da colonna sonora sarà il mormorio dell’acqua (una fontana, un leggero dislivello creato nel laghetto o nella piscina) o una musica soft regalata da certi diffusori acustici americani, specifici per gli esterni: impossibile intuirne il ruolo, perchè riproducono fedelmente i sassi.

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