Annuali per l’estate chic & shock

pubblicato su Giardinaggio maggio 2005

Vecchi e nuovi fiori stagionali si associano in modo inconsueto per trasmettere sensazioni forti, mai banali. Breve guida ai diktat della moda sul versante dei fiori facili che, piantati adesso nelle aiuole e nei vasi, per tutta l’estate si faranno interpreti di una significativa rivoluzione stilistica nei nostri giardini.

Il mondo delle piante annuali ha regole tutte sue. Trattandosi di specie con ciclo vegetativo breve (si sviluppano, vanno a fiore e poi a seme e infine muoiono nel volgere di pochi mesi), non ammettono ritardi nella semina e nella messa a dimora, chiedono di essere piantate fitte perché l’effetto cromatico sia massivo e di essere curate con concimazioni sostenute, cimature e pulizie frequenti delle corolle sfiorite perché la produzione di boccioli si mantenga costante. Non che sia difficile ottenere da loro il massimo, tutt’altro. Annuali popolarissime a fioritura estiva come tagete, agerato, lobelia e coleus sono inossidabili a tutto, eccetto al freddo e all’ombra poiché provengono dalle regioni subtropicali del pianeta; semmai, proprio perché largamente diffuse da sempre, queste piante hanno perso per così dire l’appeal e, per ritrovare a pieno titolo il loro ruolo di protagoniste dell’estate, da anni attendono nuove valorizzazioni. Se infatti chiedete ad un giardiniere italiano “evoluto” che cosa pensi di Salvia splendens e dei tagete, vi sentirete rispondere quasi di certo con un sorriso di sufficienza che sono piante banali destinate a chi non ne conosce altre o ha solo l’esigenza di decorare i davanzali durante la buona stagione. In giro per l’Europa, invece, è tutto un fermento di esperimenti che mirano a riabilitare queste cenerentole, rese protagoniste per qualche mese da abiti lussuosi e sgargianti inventati dalla bacchetta magica della natura, e di nuovo anonime alla mezzanotte della prima notte fresca d’inizio autunno, che annuncia la fine prossima di un effimero sogno fiorito.

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Assonanze e dissonanze
In Inghilterra, Francia, Olanda, ma soprattutto Germania, le annuali estive stanno incontrando una rinnovata popolarità grazie a due ben distinte linee di ricerca, che impegnano da una parte i selezionatori orticoli e dall’altra i paesaggisti. Coordinate tra loro, queste figure professionali, fondamentali nel giardinaggio, si ingegnano ogni anno di più in un restyling che è un po’ moda e un po’ ribaltamento duraturo della concezione di aiuola estiva così come è stata intesa sino ad oggi. I selezionatori puntano molto su nuovi colori, non solo dei fiori, ma anche delle foglie, che così assurgono alla gloria della ribalta e, talvolta, riescono a rubare la scena ai fiori stessi. Prevalgono le tonalità scure e purpuree, drammatiche, con vaghi accenti metallici (Coleus, Amaranthus, Perilla, Salvia, e poi dalie da semina, nicotiane, bocche di leone…) oppure variegature a tutta fantasia (nel senso che la natura, pur nell’infinità delle sue soluzioni cromatiche, non avrebbe mai osato tanto) di fiori come i flox e di foglie come quelle dei nasturzi, dei comuni trifogli e di Iresine lindenii, un tempo famigliare perché utilizzata nel verde urbano per la mosaicoltura e ora ripescata da un colpevole dimenticatoio. Colori di punta sono anche tutti quelli caldi che nella scala cromatica stanno a monte del porpora: i rosa, i rossi, gli arancioni, i bruni dorati.
Ma una linea di ricerca va in direzione esattamente opposta, cioè verso fiori bianchi sempre più algidi, foglie che da verdi si fanno argento puro per accontentare chi in giardino cerca la luce e gli effetti evanescenti come espressioni di massima eleganza. Intanto sono state modificate progressivamente anche le dimensioni: diventano più compatti gli steli dei cosmos, degli astri annuali e degli elicrisi da essiccare che, proprio perché piuttosto disordinati, sono da sempre relegati nell’orto e utilizzati come fiori recisi e adesso possono calcare a pieno diritto il palcoscenico del giardino. Al contrario, diventano più vaporosi e alti i tipici fiori da bordurine e da vaso; il nuovo portamento giova alle salvie e alle calendule, fa scoprire un aspetto molto più decorativo dell’agerato e mette al lavoro i garden designer. Già, perché fuori dai confini italiani la creazione di nuove varietà non avrebbe la notevole risonanza che ha se non esistessero personaggi pieni di estro e buon gusto che sperimentano nuovi schemi compositivi e li propongono al pubblico dei giardinieri amatoriali. Per apprezzare la loro ricerca e farne tesoro, bisogna cancellare le idee correnti su che cos’è un’aiuola di fiori estivi, o un vaso che rallegra il balcone nei mesi del solleone, e imparare ad accettare che, insieme alle associazioni coerenti per tonalità cromatiche, per texture e dimensioni, ne possano esistere altre all’apparenza dissonanti, ma di impatto stupefacente. Ci vorrà un po’ di tempo per entrare nello spirito e nei segreti di questo modo di valorizzare le annuali, ma in seguito diventerà un piacere per tutti, per chi pianta e governa e per chi si gode lo spettacolo.

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Regole operative
Prima regola: rinnovate la forma delle vostre aiuole e associate i fiori per ottenere l’effetto Arlecchino: non c’è grande giardino storico francese o tedesco che non si serva di questo principio per dare respiro e leggerezza alla situazione e per smitizzare seriose facciate d’epoca. Per esempio, perché, invece del solito spazio conchiuso in mezzo al prato, non provate a tracciare una striscia larga 60-80 cm che serpeggia per parecchi metri, si insinua sotto gli arbusti, riemerge sinuosa sin davanti a casa? A ben guardare i metri quadrati da riempire di fiori sono gli stessi, ma l’effetto visivo è molto maggiore e coinvolge in un solo colpo d’occhio l’intero giardino. Non è troppo tardi per provvedere: all’inizio di maggio la terra è tiepida al punto giusto e si lascia vangare senza troppa fatica sulla larghezza di due o tre vanghe, non di più. Se si lavora di buona lena, in una mattinata si riesce a preparare l’intero percorso, comprendendo le zone a tappeto erboso, dalle quali si devono rimuovere le zolle di cotica. A questo proposito, fatele compostare con le radici rivolte verso l’alto: otterrete un ottimo terriccio fertile da aggiungere all’aiuola-serpente in autunno, prima della piantagione delle viole del pensiero e di altri fiori per la primavera. Aggiungete al terreno dissodato un concime equilibrato in granuli e procedete alla piantagione (distanza 15-25 cm) di cinque o sei diversi tipi di fiori in modo del tutto casuale, senza badare alle associazioni di colori e alle altezze. Trattandosi di un’aiuola stretta, le specie di taglia minore possono comunque godere di sole sufficiente e anche nel caso non riuscissero a fiorire al massimo, non avrà importanza, perché è l’effetto d’insieme che conta in questo schema compositivo, che potete sfruttare anche per le cassette da davanzale e per le fioriere sulla terrazza.
La seconda regola insegna a servirsi del fogliame porpora per cadenzare la composizione. Quasi tutte le piante annuali hanno le foglie verdi e, per quanto diversi siano i colori dei loro fiori, l’effetto nelle aiuole è di un tappeto verde uniforme dal quale emergono solo pennellate cromatiche. Il porpora rompe questa uniformità, aumenta la tridimensionalità della scena, dà maggior risalto ai fiori e aumenta psicologicamente la gratificazione dello sguardo. Potete servirvene punteggiando la piantagione di altri fiori a intervalli irregolari, oppure formare linee di interruzione o macchie di 5-7 piantine scure. Se decidete di provare con un solo tipo di pianta a foglie porpora, tenete presente il circolo virtuoso ottenibile con la varietà di basilico di questo colore: oltre a raggiungere lo scopo ornamentale, avrete anche foglie da raccogliere per la tavola e con la cimatura continua si formeranno cespi fitti e compatti. In settembre potrete infine lasciare andare a fiore questa erba aromatica annuale, e sarà una bella sorpresa di fine stagione: tutta la scena acquisterà volume e luce grazie alle spighe di fiorellini bianchi.

Per chi osa e per chi no
Tra tutte, la terza regola è forse quella più impegnativa, perché prevede di sperimentare (a proprio rischio e pericolo ma poi, se i risultati sono buoni, con massima soddisfazione) l’associazione di colori non previsti sui manuali. Mettereste mai insieme, come in una texture ripetibile all’infinito, il fogliame aghiforme e grigio-argenteo di Helichrysum angustifolium e i fiori giallo oro, cartacei, del suo parente australiano Helichrysum bracteatum, con l’aggiunta di nuvole di un’altra piccola margherita gialla, Sanvitalia speciosa? Nessuno oserebbe accostare una tonalità fredda come il grigio argento ad una calda come il giallo vivo e invece l’effetto è di spettacolare solarità, di lucentezza mediterranea. E infatti una simile soluzione, sebbene studiata da garden designers tedeschi, è perfetta per i nostri giardini al mare: non soffre l’arsura estiva e rimane bella e odorosa sino all’autunno tanto nelle aiuole quanto nelle scarpate e negli angoli difficili da raggiungere per la manutenzione e per le annaffiature. Ma, proprio perché ha scarsissime esigenze, questa associazione sostituisce con vantaggio anche la solita, uniforme teoria di gerani zonali sulle terrazze urbane bruciate dal sole.
Infine, la quarta regola suggerisce di osare con i colori e le forme solo se si è convinti sino in fondo di poter caratterizzare con le annuali l’estate in giardino e sul balcone. In caso contrario date retta ad un’altra tendenza, questa volta di stampo inglese, che privilegia i colori pastello, in piccole macchie, di fiori scelti con estrema attenzione per le loro caratteristiche di forma, di portamento, di tessitura delle foglie. Per alcuni di questi, per esempio Cleome spinosa e Acroclinium roseum dalle margherite che sembrano di carta, dovete agire tempestivamente massimo all’inizio di maggio, seminandoli nel terreno ben sminuzzato e rastrellato dove andranno a fiore molto presto, se necessario dopo un diradamento perché ogni piantina abbia almeno 10-15 cm di spazio tutto per sé. Altre, come le petunie, gli agerati, le bocche di leone, le nicotiane, si trovano già fiorite nei garden center sino ai primi giorni di giugno e vi danno tempo perciò di disegnare uno schema di piantagione che, almeno in questo, porti una ventata nuova anche nel mondo delle annuali estive.

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(approfondimento)

Tecnica e stile in otto mosse
• Provate a considerare le annuali come piante da bordura mista: vi verrà voglia di giocare con diverse altezze per movimentare i consueti angoli fioriti stagionali. Se c’è un punto di vista obbligato, ponete sul fondo le specie più alte, comprese quelle da taglio, i girasoli e bulbose come le dalie e i gladioli, e al primo piano riservate quelle nane o striscianti (lobelie, petunie, tagete ecc).
• Dopo aver scelto le specie e i colori preferiti chiaritevi sempre le idee con un progetto su carta quadrettata. Potete formare onde, macchie oppure minute texture che ripetono lo stesso schema su tutta la superficie.
• Preparate il terreno ricordando che la stragrande maggioranza dei fiori annuali estivi proviene dalla fascia climatica subtropicale. Quindi: terra fertile, che si mantiene fresca ma senza ristagni di umidità, esposta in pieno sole. Se la zona è in mezz’ombra optate per Lobelia, Nicotiana, Impatiens, Ageratum, Mimulus, Torenia.
• Quando svasate le piantine rompete il pane di terra ed eliminate almeno un terzo di radici. Più la stagione è avanzata, maggiori sono le probabilità che siano piante invasate da tempo; eliminando le radici aggrovigliate o che fuoriescono alla base del vaso di coltura favorirete l’emissione di nuove radici, in grado di assorbire le sostanze nutrienti e di affrancarsi nel terreno. L’operazione è ancora più necessaria per fioriere e cassette.
• Una settimana dopo la piantagione distribuite sul terreno già concimato ancora una spolverata di concime minerale per fiori, bagnate a fondo e poi coprite il tutto con uno strato di pacciamatura di compost, torba mescolata a terra da giardino oppure corteccia di pino in scaglie che vi eviterà annaffiature troppo frequenti. Nei vasi aggiungete invece un concime a lenta cessione tipo Osmocote: non serviranno altre concimazioni per tutta l’estate.
• I garden center spesso a fine primavera offrono i bulbi estivi invenduti ad un prezzo dimezzato. Potete interrare specie di scarso ingombro come Acidanthera, Alstroemeria, gladioli, begonie, dalie, canne, Hedychium, Galtonia anche nella vostra composizione di annuali già realizzata. La fioritura tardiva delle bulbose si farà apprezzare ancora di più.
• Annaffiate solo dopo il tramonto per evitare bruciature e marciumi del fogliame, dovuti all’effetto lente del sole. L’ideale sarebbe agire dopo le 10 di sera quando la terra si è raffreddata. Meglio bagnare a fondo ogni tre giorni, che fornire pochi sorsi d’acqua quotidianamente: le radici profonde non riuscirebbero mai a dissetarsi.
• Coltivate in vaso alcuni esemplari delle annuali piantate nelle aiuole; se non serviranno per eventuali rimpiazzi, avranno la funzione di raccordo stilistico e cromatico in altre parti del giardino.

Dai semi ai semi in un’estate
Le annuali poco comuni sono difficili da reperire nei garden center già pronte a fiorire e per questo è necessario partire da seme. Per alcune di queste il momento di semina migliore va da metà aprile a metà maggio. Con una coltivazione accorta, dalla prima bustina acquistata potete ottenere i semi che serviranno per i prossimi anni, anche se in molti casi forma e colore dei fiori non saranno più gli stessi.
• Potete seminare ora direttamente a dimora tutti i fiori da essiccare (Acroclinium, Helychrysum, Limonium, Xeranthemum), quelli a fioritura tardiva (astri annuali, zinnie, cosmos), quelli a rapida crescita (girasoli), specie che soffrono il trapianto e sono sensibili alle temperature inferiori a 18-20 °C (Cleome, Amaranthus, Limnanthes, anche Ageratum e Iberis umbellata per la fioritura tardiva), infine rampicanti annuali come Cobaea e Ipomoea.
• Diradate le piantine quando hanno una coppia di foglie ben sviluppate. Le plantule asportate possono essere ripichettate in vasetti singoli, ma l’attecchimento non è sempre garantito. Supportate la crescita con concimazioni liquide ogni 8-10 giorni, annaffiate tutte le sere e, se il sole è molto forte, ombreggiate con il velo di tessuto non tessuto nelle ore centrali della giornata.
• Se siete disposti a rimandare di una decina di giorni la fioritura, cimate le piantine quando sono alte una decina di centimetri: ramificando, produrranno un numero maggiore di fiori.
• Asportate con le forbici i fiori appassiti una volta alla settimana ma, per poter raccogliere i semi, lasciate maturare la capsula che si sta formando dai fiori più grandi e con steli più forti.
• Non appena le capsule si fessurano per far uscire i semi maturi, nelle ore del mezzogiorno munitevi di piccoli sacchetti di carta (sono venduti a peso negli ingrossi di cartotecnica) e scuoteteci dentro le capsule per raccogliere i semi. Appendete all’aria e all’ombra i sacchetti per qualche giorno, in modo da completare l’ìessiccazione. Ricordatevi di scrivete sempre sul sacchetto il nome della pianta e il giorno della raccolta.
• Riponete i sacchetti in una scatola di latta al riparo dall’umidità e dalla luce.Potete aggiungere un pizzico di silicagel che assorbe eventuale umidità eccedente. È utile anche quella, in minuscoli sacchetti, che trovate nella confezione di macchine fotografiche, componenti di computer e altre apparecchiature.

One thought on “Annuali per l’estate chic & shock

  1. Ho letto con entusiasmo e piacere questo articolo ,da lei
    scritto con tanta passione. L’ho trovato molto didattico, ma nello stesso momento semplice, scorrevole e difficile da lasciarsi distrarre dal mondo esterno da quanto uno resti coinvolto nella sua lettura. Ho trovato i suoi consigli molto preziosi, specialmente per la zona mediterranea in cui vivo.
    La ringrazio vivamente e cerchero’ altri suoi articoli da leggere e apprendere.

    Sinceramente.
    Bernardo

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