Gabriele Burresi

Nato a Milano da padre toscano e madre piemontese Gabriele Burresi si è laureato in legge e specializzato in marketing e comunicazione. Il suo metodo innovativo prevede che aziende e mercati rispondano a principi biologici per formarsi e trasformarsi e che la la promozione avvenga con il marketing etico.

Attenti a questo signore milanese di belle maniere e ottima cultura che, se avesse avuto quarant’anni negli Anni Ottanta invece che all’inizio del terzo millennio, sarebbe parso un manager rampante, di quelli che non guardavano in faccia a nessuno per ottenere successo e denaro. Attenti perché rivoluzionando i canoni correnti della sua professione di consulente di strategia, marketing e comunicazione prima o poi arriverà a mettere le cose a posto anche nel mondo dei giardini, inventerà qualcosa per ridare dignità ai produttori di fiori recisi africani, convincerà i grandi vivaisti italiani a non usare prodotti chimici fornendo l’alternativa, farà progettare campagne pubblicitarie ai giardinieri, busserà alla porta di noi consumatori di verde chiedendoci di mettere una mano sulla coscienza quando, visitando il garden center, ci trasformiamo in avidi e non pensanti acquirenti d’impulso.
Attenti a Gabriele Burresi, esperto di green marketing che con il suo team dello Studio Merlino ricerca la “perfetta sinergia tra essere e ambiente”. Dice che basta stare ad aspettare, i guasti dell’economia (e della pubblicità) sono sotto gli occhi di tutti, e che lui non vuole essere complice; semmai, se con il lavoro di frontiera che svolge da cinque anni non può cambiare la macroeconomia e i Nasdaq, ci sta provando con la microeconomia. Convinto dell’importanza strategica di tutelare i semi delle colture tipiche prima che vengano appestati dagli OGM e scompaiano dalla tavola e dalla memoria, ha appena guidato in Abruzzo un’operazione singolare: ha fatto chiudere nel caveau di una banca, con tanto di dichiarazione notarile, un campionario di semi biologici di cece, cicerchia, fagiolo, farro, frumento duro e tenero, lenticchia, mais, orzo e segale di varietà tipiche della tradizione agroalimentare abruzzese. Prima ne ha fatto certificare la germinabilità dall’Ente Nazionale Sementi Elette, poi li ha affidati ad una ditta svizzera che usa una tecnica ecologica d’avanguardia per la conservazione (trattamento con biomagneti) per garantirne persino la protezione dalla radioattività, infine li ha assicurati presso una compagnia che, per la prima volta al mondo, ha riconosciuto un valore economico all’informazione genetica contenuta nei semi. E adesso, chiusi in una cassetta di sicurezza con le pareti di piombo, il farro di Monreale, la lenticchia di Barisciano, il grano duro “Rustignano” dormono sonni tranquilli, come gli abruzzesi ai quali non possono più essere rapinati dalle multinazionali in cerca di profitto con patrimoni genetici altrui.
Burresi afferma che è diventato un dovere usare il know-how professionale contro le “schifezze” del nostro tempo. Così, oltre al progetto sui semi che verrà presto allargato ad altre regioni, adottando le tecniche del “neorealismo pubblicitario” mette in mano ai consumatori le telecamere perché facciano gli spot pubblicitari a loro misura, converte una ditta siciliana alla produzione di vernici ecologiche a base di essenza d’arancio, affida alle farmacie i prodotti del commercio Equo e Solidale valorizzando la tradizione medica dei popoli del Sud del Mondo, fonda l’Istituto per la Ricchezza Etica trovando ascolto nel mondo dell’industria e delle università. A riprova che si possono vivere in prima persona gli stessi principi che si predicano sul lavoro Gabriele Burresi, sciamano metropolitano del cuore di Milano, mangia biologico e si cura con l’omeopatia, ai due figli dosa la televisione e appena può se ne va in un paese abbandonato dell’Oltrepo Pavese per stare a contatto con la natura. Il suo sogno, però, è di non scappare e di poter costruire a Milano un villaggio ecologico di consumatori pensanti.

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4 thoughts on “Gabriele Burresi

  1. Ciao Mimma, non so se è il posto giusto dove mettermi in contatto con te; mi ha fatto molto piacere incontrarti oggi all’ultimo saluto per Gabriele. Ti ho pensata tutta la settimana e non sapevo come fare a darti la notizia. Avrei tanta voglia di parlare con te per non rendere vani tutti i pensieri che Gabriele ha condiviso con te.
    Se hai piacere fatti sentire: ti ricordo con tanto affetto e ricordiamo con serenità Gabriele.
    la moglie Stefania

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  2. Ho conosciuto il grande Burresi nel 1985 e da allora abbiamo discusso, sognato, provato cose assolutamente all’avanguardia dai giornali luminosi sul tetto dell’iper al biologico, all’ADMO, alla conservazione delle sementi autoctone alla mera pubblicita’ al neorealismo pubblicitario e alla degustazione del cibo e del buon vino in molti posti particolari……. e ancora molto altro. Portero’ sempre con me la sua educazione e il rispetto. Posso dire che chi non lo ha capito e’ perche’ non e’ sufficientemente intelligente.
    Evviva grande Burresi. gp.lanzarotti

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