Fabrizio Bottelli

Nato a Biella da padre lombardo e madre veneta, per conto della sezione locale del WWF dirige il Giardino Botanico di Oropa, uno degli ultimi nati in Italia e uno dei più attivi nella didattica e nella ricerca. Collabora con la giunta della Regione Piemonte per i progetti internazionali nell’ambito del verde e della valorizzazione dei territori UE.

Si sottrae alla pubblicità personale come i suoi conterranei biellesi, schivi anche quando protagonisti sulla scena nazionale lo sono davvero. Lui, Fabrizio Bottelli, con piglio manageriale e insaziabile curiosità scientifica sta portando alla ribalta italiana il Giardino Botanico di Oropa, che è un modello di gestione e indica la strada da percorrere per avvicinare adulti e bambini all’interesse per l’ambiente. In questo caso ambiente montano, 10.700 metri quadrati di faggete e roccere divisi in due porzioni dal torrente Oropa a 1200 metri di quota, alle spalle della basilica nuova del famoso Santuario della Madonna Nera. Con un piccolo budget e pochissimo personale (qualche volontario del WWF e ragazzi del Servizio di Leva Civile) Bottelli sta facendo miracoli e dà dei punti a istituzioni di antico prestigio che non hanno saputo rinnovare l’interesse per la botanica e adeguarsi ai tempi nel ruolo di centri di divulgazione delle tematiche naturalistiche. “Direttore io?” dice sorridendo e mostrandosi alle prese con il diserbo di una delle roccaglie. Non gli piacciono le etichette, dalle quali rifugge con ironia come dai ruoli inamidati e ripetitivi, e aggiunge di sé a giustificazione: “Sono un trasversale”.
Diplomato perito chimico e imprestato all’industria tessile biellese per quindici anni come “dispositore”, cioè come figura di riferimento per l’avanzamento del ciclo produttivo, Fabrizio Bottelli ha alla fine ceduto agli altri interessi e al suo gusto per le contaminazioni. Sin da ragazzo aveva una profonda passione per la montagna ma, precisa, non per gli sport e per le escursioni, bensì per ciò che andando per montagne si offriva alla scoperta: “Bisogna avere curiosità nei confronti delle cose che si vedono e si fanno. Io ho imparato a dare un senso alla mia curiosità innata per l’ambiente alpino e per le piante seguendo come maestro Mario Soster, imprenditore valsesiano grande conoscitore delle piante, in particolare delle felci”. Così, dal volontariato nel CAI e poi nelle associazioni naturaliste locali, si è ritrovato senza accorgersi nel ruolo di professionista nell’ambiente, di ridistributore di conoscenze, di promotore di iniziative, di animatore di un giardino che concede poco al tradizionale aspetto ornamentale, ma introduce in modo efficace all’universo di piante, rocce, acque che ci circondano, che hanno una loro specificità spiegabile scientificamente e che noi non sappiamo “leggere”. L’occasione è stato il progetto, voluto dal locale Garden Club e dal Comune di Biella, di questo nuovo giardino alpino, diventato esecutivo nel 1991. Approntato a cura della Sezione Botanica del Museo di Scienze Naturali della Regione Piemonte, è stato aperto al pubblico nel 1998 e affidato per vent’anni alla Sezione Biellese del WWF Italia, che lo ha inserito tra le 132 aree protette italiane curate dall’associazione.
In cinque anni Fabrizio Bottelli ha saputo far emergere il “suo” austero gioiello tra i monti di Oropa come centro didattico per i ragazzi, come luogo privilegiato di ricerche scientifiche soprattutto su muschi e licheni e piante endemiche, tessendo una rete di collaborazioni nazionali, attirando visitatori con mostre, convegni, “giornate del giardiniere” e vacanze a tema (l’ultima, in luglio, una settimana di disegno naturalistico). Lo ha promosso con un sito internet sempre aggiornato (www. gboropa.it), con un notiziario e con una bella guida scientifico-divulgativa, illustrata con sue fotografie, che inquadra anche gli aspetti geografici, climatologici e geologici della valle d’Oropa.
Infaticabile, Bottelli passa da riunioni della Società Botanica Italiana al diserbo delle roccaglie, ricuce la storia delle ricerche botaniche piemontesi e inventa progetti di successo. Unica concessione alla vita personale, la figlia di quattro anni e mezzo che pare promettere bene: adora far seccare le piante per l’erbario.

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