Giusi Ferrari Cielo

Giusi Ferrari Cielo, bresciana, è maestra di composizione floreale, dimostratrice e giudice internazionale dell’Istituto Italiano Decorazione Floreale per Amatori di Sanremo. Per l’originalità e la forza espressiva dei suoi lavori ha raccolto premi in molte parti del mondo, contribuendo a mantenere alto il nome dell’Italia come paese d’arte e di fiori. Sue composizioni sono pubblicate su libri e riviste.

Ha gli occhi chiari pieni di bagliori argentini e il sorriso solare non di una donna che ha già molto vissuto senza risparmio per la sua famiglia ed è nonna di tre nipotini, ma di una ragazza incredula che la vita possa offrirle tante opportunità di allargare gli orizzonti e di trasmettere ad altri l’energia creativa che prova dentro di sé.
In cambio delle risorse interiori di cui l’ha dotata la natura, Giusi Ferrari Cielo continua a reinventarsi i giorni con molto impegno e soave leggerezza come moglie, madre, nonna e messaggera del potere dei fiori. Per la sua genialità nel trasformarli in protagonisti di composizioni e sculture la conoscono un po’ in tutto il mondo, da cittadine remote della Siberia a Versailles, da Memphis alla Scozia. Da qualsiasi parte del mondo la chiamino come insegnante e dimostratrice dell’IIDFA (Istituto Italiano Decorazione Floreale per Amatori di Sanremo, fondato da Rosnella Caiello Fazio) lei, portandosi dietro quintali di mazzi di fiori, oggetti d’uso o bizzarri e la sua immancabile borsa degli attrezzi, arriva con entusiasmo e piglio fattivo lombardo, si adatta a tutte le situazioni, fa tesoro degli incontri e delle nuove esperienze. Qualche volta le capita di essere giudice, altre di mettersi lei stessa in gioco nei concorsi internazionali: due anni fa ha rappresentato l’Italia al Grand Prix di Toronto, in Canada, che ha valso al nostro paese il primo premio assoluto. Ne parla con stupore ed emozione, dice che il suo amore istintivo e il suo senso per la composizione le sono stati lasciati in eredità dalla madre; Luisa, la figlia maggiore che è paesaggista a Londra, aggiunge che a molto serve l’incoraggiamento costante a migliorare e a continuare da parte del pazientissimo e abile critico che è il marito. Con lui, odontoiatra e appassionato di agricoltura, Giusi coltiva un grande giardino sulle assolate colline bresciane di Collebeato e divide i compiti in base alle attitudini: lei i fiori e l’allestimento degli spazi ornamentali, il marito gli adorati cavalli, i conigli, i polli, l’orto e i prati. Insieme hanno educato i quattro figli all’amore per la natura e per la campagna, ad una vita responsabile e informale e alla determinazione nelle proprie scelte. Forti di questo insegnamento, essi hanno scelto di vivere sulle rotte europee dall’Inghilterra alla Grecia, ma hanno mantenuto un fortissimo legame che li fa tornare spesso alla casa d’origine. In famiglia la mamma è oggetto di scherzosi rimproveri: le vasche da bagno sono sempre stracolme di fiori recisi e fronde da allestire, la veranda d’ingresso è parcheggio stabile di pezzi di legno contorti, trespoli e candelieri di ferro, vasi antichi e cache pot, sottovasi e spugne per fioristi, pronti a seguirla in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo.
Giusi Ferrari Cielo afferma di amare indistintamente tutti i fiori, da quelli più semplici di campo ai più rari di serra, e di prediligere gli allestimenti moderni e le grandi sculture floreali: l’ultima, l’ha realizzata per l’inaugurazione del MART, il nuovo museo di arte moderna di Rovereto e Trento. Anche se esegue spesso composizioni d’epoca, che ricostruiscono con precisione stili del passato, dice di preferire le installazioni moderne perché le consentono una maggiore libertà creativa e di lavorare con i fiori come uno scultore contemporaneo. Intanto, mentre si prepara a sempre nuove avventure internazionali, questa signora dei fiori continua a dividersi tra l’insegnamento a Brescia, Milano, Rovereto, Trento e Vicenza e a collaborare con il suo tocco speciale alla decorazione di ambienti particolari e alle riviste italiane. Ha nel cassetto sogni inconfessati. Il più intimo forse è di riuscire a trasmettere la sua passione alle nipotine. L’altro è di poter realizzare a breve un libro di sculture floreali moderne per dimostrare la duttilità delle piante interpretate come oggetti d’arte.

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