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Archive for the ‘Invito alla visita’ Category

Ferrara Giardini Estensi
Quest’anno, per la prima volta dopo 23 anni, ho ritenuto più saggio andare a vedere che cosa stanno facendo in altre parti d’Italia piuttosto che visitare la Tre giorni per il giardino del FAI al castello di Masino per la ventiquattresima volta e magari uscire con l’amaro in bocca. Come non pensare a quel che è stato e non è più, all’atmosfera concentrata di chi, coscientemente o istintivamente, stava partecipando alla costruzione di una cultura ed ora al massimo va al mercato a fare spesa? Tutto è girato in business, anche se nel frattempo molti italiani hanno imparato a conoscere arte e gioie del giardino e hanno alimentato con i loro acquisti il mercato delle piante, che una generazione fa non esisteva o era assolutamente di nicchia. Mi hanno detto che è ulteriormente cambiato il pubblico, che non si capisce più dove finisca il vivaismo di qualità e cominci il business puro, compreso quello del FAI considerato eccessivo in un tempo di crisi come questo, per quanto finalizzato alla conservazione dei beni affidati al Fondo. Chi c’è stato a questa edizione mi ha raccontato che tutto era a pagamento, la navetta, i carrelli anche le prime ore d’uso e che un’ampia striscia diserbata di fresco ha sollevato tra i visitatori più attenti qualche giustificato interrogativo. Sicché sono ancora più contenta di essere andata all’ombra di un altro castello, quello estense di Ferrara, per una manifestazione che forse ha ancora bisogno di qualche aggiustamento, ma che indica possibili evoluzioni positive del settore. Intanto nessun biglietto di ingresso, sicché chiunque ha accesso, e infatti l’afflusso è stato continuo e sostenuto. Poiché Giardini Estensi si è svolta attorno e in parte dentro al castello, è stata frequentata anche da numerosi turisti in visita al monumento e alle sue mostre, come un plus offerto dalla città. Se un appunto devo fare (mi ritrovo sempre nel ruolo di grillo parlante, ma se non c’è chi mi sostituisce, per ora mi tocca), è che sono ancora da razionalizzare la dislocazione degli stand, la comunicazione durante lo svolgimento, il servizio trasporto piante, in minima parte la scelta degli espositori. Per il resto gran bella atmosfera accogliente, rilassata e curiosa, sintesi di un’Emilia di bon viveurs socievoli e colti. Replica emiliana il prossimo fine settimana nel piacentino per la prima edizione di Frutti Antichi di Primavera al castello di Paderna. Ci vado dal 1998 e continuo a pensare che a fare la differenza è la magia di un luogo vero e ben vissuto, ma soprattutto il rigore nelle scelte di campagna. Notizie (comprese quelle del molto intrigante Festival dell’asparago) su www.fruttiantichi.net e sulla pagina facebook Frutti Antichi.

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disegni-di-piante-e-fiori-dei-ragazzi-delle-scuole-medie-di-MilisOxalis-pes-caprae-lungo-la-strada-di-Milis

Poi un giorno, senza quasi accorgerti, ti trovi al di là di un piccolo braccio di mare, con i bordi di strada tutti gialli di Oxalis pes-caprae che per una volta non ti sembra una aliena infestante, ma una catarsi vestita di sole. L’inverno qui sembra ormai lontano, Milis e la sua mostra di giardinaggio sono un giro di boa che allontana dall’inverno. Benvenuta primavera, qualche giorno prima che il calendario dichiari che lo è davvero. Oggi si prepara la festa, tutti lavorano, qualcuno ripete i rituali di una carovana che in giro per l’Italia ha fatto crescere questa storia di piante, fiori e giardini negli ultimi vent’anni. Ci sono le piante “del continente” e quelle sarde che aspettano di essere ammirate (al supermercato di Oristano ho visto anche i funghi Pleurotus eryngii, qui chiamati antunna), ci sono gli amici sardi incontrati in tutte le edizioni che ho visto, sei o sette o otto non so neppure più, e ritrovati dopo un anno, ognuno con il proprio fardello e la voglia di incrociare la vita degli altri, ci sono i disegni dei ragazzi delle scuole sul tema delle piante e quelli ben più raffinati di Marina Virdis e dei suoi allievi. Domani tutto assumerà un aspetto unitario e sarà festa. Io poco fa ho alzato lo sguardo verso il Montiferru, a un tiro di schippo da questo paese dell’Oristanese che si chiama Milis e ho detto ciao a un oleastro meraviglioso, a Cuglieri, che ho contribuito a premiare nel concorso degli Amici degli alberi come albero d’Italia scelto per il 2014 dalla critica. Stasera sfoglierò con calma e criticamente il mio nuovo libro sul giardino mediterraneo e mi sentirò in sintonia anche con questo. Le piccole felicità stanno da queste parti e, in fondo, perché chiedere altro?
Aranceto-di-Villa-Pernis-2015Antunna-Pleurotus-eryngiiGIARDIINOMEDITERRANEO Pentagora

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parco-della-reggia-di-Colorno-per-testataLa foto della testata del blog dal 2 dicembre 2014
Giardini d’inverno
Cercando foto in archivio sono finita in una cartella che avevo chiamato “Colorno in inverno”: il parco della reggia ducale solitario e grigio, muto e immobile. I giochi d’acqua in movimento non facevano altro che aumentare il senso di vuoto e di abbandono. Ricordo di aver pensato che, dopo aver frequentato mille volte quel luogo nella bella stagione e aver contestato il costoso rifacimento del parterre, era la prima volta in cui mi appariva affascinante e in un’atmosfera evocatrice della sua storia. Che è la storia delle cose che passano, dei fasti che decadono e dei beni dilapidati (gli arredi del giardino, come tanti del palazzo, sono finiti in mezzo mondo, venduti nei secoli, le sale storiche divennero residenza dei medici dell’annesso ospedale psichiatrico, il giardino campo di patate), della nostra civiltà che vive di apparenza e investe non sul recupero della memoria, ma sullo spettacolo. E lo spleen del parco nelle giornate brumose dell’inverno padano racconta bene tutto questo (per il resto c’è wikipedia a questo indirizzo). parco della reggia-di-ColornoRiguardando le immagini che avevo scattato in quel giorno di fine novembre mi è anche sorto il desiderio di visitare tanti giardini frequentati solo durante la bella stagione, che potrebbero rivelare un fascino inedito. Conosco in veste invernale  Villa Taranto a Pallanza sul Lago Maggiore e il giardino Barbarigo Pizzoni Ardemani a Valsanzibio. E siccome di entrambi conservo un magnifico ricordo, spero di avanzare il tempo d’ora in avanti di visitare giardini storici in inverno e curare il mio, così poco storico, in estate.

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Ipomoea-alba-che-si-apre-3Domani, sabato di giugno che inaugura con il solstizio la tanto attesa estate (qui tra le montagne assaggiata settimane fa e poi rimandata), sarò a Rollo, piccolo borgo tra gli ulivi del comune di Andora, provincia di Savona. E tra gli ulivi vista mare, una minuscola chiesa, pochi muri e nessuna auto, si ripeterà per la quindicesima volta il rito di una deliziosa festa delle erbe che con le sue atmosfere rilassate e colte è quel che ci vuole per prendere respiro e vedere ancora il lato buono del mio lavoro. Inaugura domani pomeriggio, prosegue anche di sera sino alle 23 e la domenica sino alle 20. I più saggi lasciano l’auto a Andora e salgono con la navetta, visto che posti auto lassù in collina tra gli olivi non ce ne sono quasi e il servizio navetta (partenza da piazza mercato ad Andora) è gratuito. Tra gli espositori, scelti con molta cura anche tra i piccoli vivai e artigiani locali che hanno qualcosa da offrire e da dire sul tema delle erbe, tradizionalmente c’è Dino Pellizzaro con le novità di piante per il clima mediterraneo. Si ritenga avvisata la lettrice del mio blog che qualche giorno fa voleva sapere chi, in giro per l’Italia, vende la profumatissima Ipomoea alba. E’ un italiano che sta in Francia, Dino appunto, e domani sarà con noi a fare festa a Rollo. Il programma della festa è a questo indirizzo.

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chiocciolaUna domenica pomeriggio uggiosa, come se, dopo aver assaggiato l’estate, fossimo tornati a fine inverno. “Ma dai – dice mio marito – anche se piove ti porto a fare un giro. Che dici di andare a  Oropa, a vedere il giardino botanico?”. Gli sono riconoscente: fa di tutto per alleggerire la vita da tanti fardelli, compreso questo clima che piace solo a chiocciole e lumache.
Partiamo, piove e fa freddo. E a Oropa l’oasi del WWF con i fiori di montagna è chiuso per pioggia, bisogna accontentarsi di guardare da fuori il tripudio di fiori e immaginare i papaveri blu dell’Himalaya che sono fioriti ora, ma non si vedono. “Guarda quella sassifraga – dico io che di questi tempi sono più innamorata che mai delle sassifraghe – e chissà quante specie sono fiorite su queste montagne”.

basilica-Oropagiardino-botanico-OropaLaburnum-alpinumabetigiardino-naturale-a-bordo-stradaPetasites-allo-scioglimento-delle-nevi

Così proseguiamo per strade di montagna percorribili in auto e scavallano dalla valle di Oropa alla Valle Cervo e al Santuario di San Giovanni di Andorno. Montagne austere e ancora più grigio piombo del solito, ma anche se pioviggina e il cielo è dello stesso colore delle rocce, è una sorpresa. A volte guardare in campo lungo e in primissimo piano saltando i piani intermedi fa stare bene. Solo paesaggi e fiori. Dondolano all’aria i fiori del maggiociondolo di montagna (Laburnum alpinum), c’è ancora qualche nevaio e dove la neve è appena andata via ci sono i petasites fioriti, nelle zone meglio esposte stanno iniziando a fiorire i rododendri ferruginei, in qualche angolo il loro rosa intenso si intreccia con il blu dei Phytheuma, il grigio azzurro delle festuche, il verde chiaro di certe magnifiche felci, pizzi finissimi che mi sembra di non aver mai visto, leggeri quanto Saxifraga rotundifolia che tappezza i muri stillicidiosi e Saxifraga cuneifolia che si impossessa delle fenditure dei muretti di contenimento sulla strada che prima sale, poi scende a precipizio tra tornanti da montagne russe.

Santuario-San-Giovanni-Andornofelce-bellissimapianta-spontanea-virosataRhododendron-ferrugineumSaxifraga-rotundifoliaSaxifraga-cuneifolia

Mezz’ora di strada da santuario a santuario; Oropa-San Giovanni di Andorno un unico giardino tra 1000 e 1400 metri con uno straordinario corteggio di fiori e conifere, sorbi montani, maggiocondoli, ontani. Attraversando i paesi della valle, un’altra sorpresa: Saxifraga cotyledon, la sassifraga dei graniti, grondante pannocchie di fiori candidi, si è infilata persino negli incolti e nei muri di pietra sulla strada provinciale. Svoltiamo dando per conclusa la carrellata naturalistica e sulla facciata di una fabbrica di lavorazioni plastiche di Sagliano Micca c’è una straordinaria arrampicata di tartarughe rosse. Tra natura e cultura, et voilà, anche la domenica pomeriggio se n’è andata.

Saxifraga-cotyledontartarughe-Cracking-Art-scalanom-una-facciata-industriale-a-Sagliano

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Il telegiornale ha appena raccontato che ieri sera Renato Vallanzasca, bandito milanese degli anni Settanta con 4 ergastoli da scontare ma in semilibertà e ieri in permesso premio, si è fatto beccare all’uscita di un supermercato milanese con un paio di cesoie e una confezione di concime per piante (oltre a due paia di mutande) rubati e non acquistati come il resto della spesa.
Se quel concime e quelle forbici gli servivano per curare piante, beh, adesso che sarà processato per direttissima per furto aggravato e se ne dovrà tornare stabile nell’ultimo dei 36 penitenziari che ha visitato nella sua carriera di carcerato,  quello di Bollate, avrà pur sempre la chance di lavorare al vivaio di erbacee logo Cascina Bollateperenni di Cascina Bollate che al carcere stesso è annesso. E Susanna Magistretti gli potrà insegnare qualcosa in più dell’arte di coltivare piante e fiori per fargli sentire meno dura la nuova condanna per furto aggravato, solo perché voleva potare e nutrire piante senza spendere un soldo. Vorrei che fosse usato come attenuante il fatto che pensasse alle piante, invece che alla birra costosa, all’orologio alla moda, al dopobarba seducente. Io, per me, gli darei l’attenuante e non l’aggravante, ma forse lo Stato considera anche il giardinaggio una grave tentazione a delinquere da parte di chi ci ha già provato in molti modi.
Se volete visitare il vivaio Cascina Bollate e fare acquisti di erbacee perenni coltivate da chi sta cercando la redenzione e una professione in questo modo, c’è la possibilità di prenotare la visita giovedì 26 giugno alle fiori Cascina Bollateore 18 (prenotazione obbligatoria via mail entro mercoledì 25), oppure sabato 28 giugno alle ore 10,30 (prenotazione entro giovedì 26 giugno). Tutte le info su www.cascinabollate.org o mandando una mail a info@cascinabollate.org.

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logo-Flowers-&-FoodNon avendo più tempo neppure per respirare, giro ai miei lettori e condivido un comunicato stampa di questa manifestazione che mi vede direttamente interessata. Posso garantire perciò che sarà una bella festa, informale e ricca. Siete tutti invitati.

Aprirà sabato mattina alle ore 9,30 la manifestazione di giardinaggio Flowers & Food voluta dal Comune di Acqui Terme (provincia di Alessandria) lungo corso Bagni, l’ampio e lungo viale alberato, per l’occasione pedonale, che dal centro storico della città conduce agli stabilimenti termali. La manifestazione riprende una tradizione che si è fermata anteguerra: l’esibizione nelle vie della città di ricchi carri adornati di fiori.

festa-dei-fiori-a-Acqui-terme---Circa-1930Concepita come festa dei fiori e del benessere che essi ispirano e promuovono, Flowers & Food si propone come “salottino buono” di Acqui Terme per tutto il fine settimana. Con un’infinità di stimoli piacevoli perché questa sia un’occasione da ricordare.

La mostra mercato di giardinaggio sarà una gioia per gli occhi, un’occasione per approfondire la conoscenza delle piante ornamentali e dei migliori vivaisti italiani. Saranno rappresentate tutte le categorie di piante da esterni e da interni, fiori recisi compresi. I visitatori potranno seguire conversazioni e laboratori sul tema delle piante presso la maestosa tenda a pagoda allestita dalla rivista mensile Gardenia e sorseggiare l’aperitivo presso la postazione dell’Enoteca Regionale conversando con due acquesi che conoscono bene la loro città: l’architetto Alessandro Martini, autore di un libro sulle architetture delle terme di Acqui, e il dottore forestale Pier Paolo Grignani, dirigente del verde pubblico di Genova.

giardino di villa OttolenghiDalla manifestazione, con un servizio navetta gratuito, sarà inoltre possibile partire alla scoperta di due giardini famosi: il birdgarden del castello dei Paleologi che domina Acqui Terme e il giardino di Villa Ottolenghi in cui ha lasciato il segno Pietro Porcinai, il più autorevole paesaggista italiano del Novecento. E con la navetta il sabato sera si potrà tornare al Castello per una suggestiva e coinvolgente serata gong.

La domenica mattina proprio da Flowers & Food si potrà partire in bicicletta (anche a noleggio) per godere della pace e dei suggestivi paesaggi naturali della Bormida, il fiume che bagna Acqui Terme, percorrendo la pista ciclabile e fermandosi lungo il percorso per esercizi di ginnastica dolce, con l’intento di insegnare ai giardinieri (ma non solo) le tecniche di rilassamento e di postura prima e dopo i lavori di giardinaggio.

I-fiori-nel-piatto-a-Acqui-TermeFiori commestibili CarmazziE poi la gratificazione del gusto che le piante sanno regalare agli intenditori. I punti di street food lungo il percorso della manifestazione offriranno la farinata di ceci, ortaggi e fiori fritti in cartoccio, le famose fragole di Castelletto Derro con il gelato o con il vino Brachetto, assaggi di dolci, sciroppi e marmellate che a sorpresa hanno rose, violette e altri fiori come protagonisti. Persino gelati artigianali con sorprendenti sapori fioriti preparati per l’occasione…

Coronamento del piacere del gusto sarà la cena del sabato sera, con un menu rigorosamente a base di fiori messo a punto da uno chef famoso, Claudio Barisone. Che replicherà per il pranzo della domenica con un risotto alle rose di sua creazione.

E in più: dimostrazioni di carvingfruit, l’arte di intagliate ad arte ortaggi e frutta; lezione di piantagione e manutenzione del laghetto per i grandi e di orto per i bambini; presentazione di un nuovo libro sulle ortensie, foto d’epoca che raccontano la tradizione delle feste dei fiori ad Acqui Terme… Il resto è tutto da scoprire visitando Flowers & Food.

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